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July 09 Silenzio assensoNote francesi in linguaggi musicali sgargianti, dolce delirio della coscienza ormai da tempo sveglia, e menefreghista nei confronti della noia, delle indecenze quotidiane, deglia anfratti nascosti di anime variopinte che pensano, forse, senza farsi notare. Son trascorsi giorni strani, infiniti, pieni di fatiche e stupori, giornate piene di coriandoli e silenzi, com ein una biblioteca dove gli unici rumori sono delle pagine sfogliate. Quante pagine intanto continuano ad accumularsi nel mio passato, quaderni appena spizzicati, alcuni letti fino alla nausea, altri gettati nel dimenticatoio, senza una ragione particolare, senza un vero movente, o un minimo attacamento. Non rimpiango ciò che ho fatto, sia chiaro, la cosa che mi spaventa è che lo farei ancora, forse con maggiore durezza addirittura, rispetto a prima. Perché i limbi snervano. Agghiacciano e vincolano. Insieme creano inceppi ed inibizioni. Perché la miglior cura per l'apertura dei libri, è leggerli in continuazione, gettarsi in essi scoprendo a poco a poco una curiosità crescente. Al limite se proprio annoiano vanno a riempire mercatini dell'usato e soffitte. Quanti di voi vorrebbero ricomprare un libro che hanno appena venduto al mercato? Il triste problema della società che siamo soliti criticare, e di cui, ripeto, facciamo parte tutti quanti, è che le parole ormai sono utilizzate con un significato semplicistico. Ma forse è un problema mio. Nel senso...sarà che la mia formazione mi porta sempre a pensare alle molte dimensioni concettuali che ogni parola implica ma mi lascia davvero insoddisfatto constatare che invece la gran parte delle persone usi il mio stesso linguaggio con leggerezza, come se le parole non avessero un proprio significato. Ed intanto vago per la camera, questi pensieri mi agghiacciano. esco e mi getto nel corridoio, dove trovo una carissima amica di infanzia nuda davanti a me. E' quasi una sorella e provo un osceno e normale pudore nel vederla così, e la scaccio. Ecco, dire che per me è quasi una sorella, implica moltissimi concetti, soprattutto che mi da fastidio pensare ad una qualsiasi pulsione sessuale nei suoi riguardi. E poi quel sogno. Mi sveglio di notte, leggermente impaurito da un rumore che non riesco a decodificare. Provo a chiedere che succede. Ma dalla mia bocca non escono suoni. Provo a gridare aiuto. Ancora nulla. Le mie corde vocali non producono suoni. Mi agito e mi spavento sempre di più sentendo il rumore che a poco a poco si avvicina. Grido sempre più forte, mi sforzo, grido ancora. Ma invano. Ogni tentativo si infrange col mio corpo che non risponde. Grido ancora e solo un flebile rumorino strozzato esce dalla mia bocca. Arriveranno balene a salvarmi? TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://ironiamediatica.spaces.live.com/blog/cns!9412474340C18C9A!465.trak Weblogs that reference this entry
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