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October 29 Università e ricerca29 ottobre 2009
Largo
ai privati, puniti ricercatori e studenti. Tremonti taglia in cinque
anni più di mille milioni di euro e riduce gli atenei sul lastrico .
Poi chiama in aiuto i privati ai quali ne affida di fatto la gestione.
E i precari sono sempre più a rischio.![]() tanto perchè qualcuno aveva già capito più di un anno fa...Tnto agli studenti va bene comunque, o no? fonte: Il fatto quotidiano September 17 specchi ed uno Freddo, caldo, le sensazini sono così vibranti in questi mesi, in questi secondi, come in questi attimi. Il passato risorge e scompare, una verità nascosta nel mio inconscio va e viene attraverso i miei pensieri esattamente come te nella mia vita che appari e torni. L'intenzione e la loquacità sono estreme ma al contempo una vena di malinconia mi coglie, perché sono stanco di immaginare il tuo sguardo. Voglio la carne, il profumo e l'edera tra i tuoi capelli, come il manto tiepido delle tue parole con le quali asciughi il mio sudore e curi le mie ferite. Forse è questo il principio dell'amore di sè? I più superficiali vedrebbero una dedica ad una donna, ad un uomo perché no, ma a se stesso riflesso dall'immaginazione sulle proprie lenti? Ma se il calore e la carne sono fuori portata al momento cosa è successo? Cosa attendi per fuoriuscire? Le condizioni non mancano mai, come le opportunità. Come gli aiuti e le benedizioni. Sarà forse lo sfogo di chi è troppo viziato per alzare il culo dalla sua nottata insonne, o il lamento di chi preferisce sognare piuttosto che vivere. Ma io vivo. Non mi privo di molto. Non sono di certo un monaco di clausura o un No-Man. Nè posso dire che la vita che percorro non abbia sapore. Emotivo e sensibile come sono riesco a trovare piaceri e gratificazioni lì dove solo un'accuratissima vista riesce a scorgere. Non sono incazzato con nessuno in particolare, non odio razze diverse da me (tranne gli accaniti berlusconiani) nè evito le razze diverse da me, inclusi gli accaniti berlusconiani. Ho amici, ma mi sforzo quanto più possibile di allontanarli, o per dirla con maggiore diplomazia, mantengo vivi i nostri rapporti con estenuanti sfide. Perché la paura di perdere è l'unica certezza che ho, anche se su di me influisce di meno che in altri. Provoco con diplomazia e sono incline all'interpretazione statistica dei rapporti, che mi ha concesso il lusso di non patire eccessivamente le perdite, eppure ogni arrivederci che ho detto mi lascia un velo di malinconia nel cuore, come se ogni rapporto possa essere salvabile. Anche e soprattutti quelli che non mi interessano. Inoltre la storia e la vita mi hanno insegnato la pazienza, l'importanza dell'attesa, la speranza che presto o tardi ogni sofferenza è illuminata da un ricordo più vicino. Ho una vita sessuale attiva, ben più attiva quella intellettuale però: ma giusto perché sulle 24 ore il fisico è incline alla stanchezza mentre la mente è ben più resistente. Sono circondato di Persone che mi amano e farebbero ogni cosa per me. Sono circondato da persone che provano indifferenza nei miei riguardi, ma quando impari che puoi fare a meno delle persone che ami, perché mai dovrebbe scalfirti la lontananza di qualcuno che ti è indifferente? Non conosco le albe in oriente, questo è vero, ma la mia debole memoria conserva sin troppi ricordi di panorami, e poi dopo quell'alba in volo potrà mai esserci qualcosa di più bello esteticamente? Potrai obiettarmi che dipende da chi ti sta accanto, ma l'immaginazione al riguardo riesce a eludere la mia incapacità pittorica alla van gogh , abbozzando disegni sublimi. In questo caso il termine sublime voglio spiegarlo per i non addetti ai lavori. Dunque con sublime intendo quell'oggetto che si presenta ai nostri sensi che a causa dell'estrema ricchezza di significati e dalla ragguardevole presenza estetica, produce sull'osservatore una ricchezza di sensazioni travolgenti. Ora buttatelo nel periodo di prima se proprio volete capire. Ho percorso a piedi in moto in macchina in aereo in ginocchio moltissimi anfratti. Ho dato vita a notevoli artefatti. Ho inciso la mia storia su molteplici menti. Ho dissetato la curiosità di un'infinità di credenti. Ho stupito me stesso più volte, prucurandomi persino un'intrattenibile lacrimazione. Ho imparato a far frutto delle mie esperienze ed ho continuato a sbagliare. Ho imparato dai miei errori e qualche volta sono riuscito pure a vincere. Sono stato ferito da te, dal mondo, dal paese dalle circostanze. Ho pianto e mi son lasciato ferire ancora. Ho ferito te, il mondo, il paese e le circostanze e sono stato indifferente, qualche volta, ma ho assaggaito anche il senso di colpa. Conosco il digiuno e la sete. La quiete e la tempesta. L'abbondanza e l'eccesso. Non ho mai uniformato il mio stile di vita alle filosofie di volta in volta esperite, ma ho piegato il mio stile di vita al piacere del conoscere tutto ciò che mi interessava, e qualche volta anche quello che non mi interessava. Ho quaderni di appunti, montagne di parole che implicano mondi sommersi. Eppure mi manca quello sguardo di vergine, anche se lo mostro in ogni circostanza. Sia perché attuo la tecnica della dimenticanza, di me e delle mie esperienze, sia perché la mia sensibilità si presta al vivere forti sensazioni. Ho imparato a scrivere in terza persona, come se non sapessi di far parte dello "spirito", ovvero che le mie esperienze ed i mie pensieri siano condivisi e condivisibili, perché poi per darvi modo di compiere una buona introspezione in me con maggiore facilità, quando ogni pronome è del tutto irrilevante nella funzione della storia del mondo. Sono uno specchio su cui mi affacio ed insieme a me si affacciano tanti altri. Ma per me è sin troppo chiaro risalire dagli altri a me, cose che per gli altri non è altrettanto facile col proprio ego che preme e si espande ed annulla ogni logica interconnessione. Davanti a me ho un foglio che scrissi tanto tempo fa, riguardante le mie lacune. Una specie di memorandum del famigerato "io so di non sapere". Eppure non fui sincero nell'evidenziare come ognuna di quelle cose, mi ha attraversato, completandomi in ciò che sono. Sono eppure mi manca qualcosa. Vivo eppure i manca l'aria. Ed il cuscino su cui starei sdraiato con te, amore mio (in questo caso, rarissimo, mi riferisco ad una persona esterna da me), non è altro che un palliativo, un saggio rilassamento interno a questo vortice di essere e non-essere. Ma se razionalmente il segreto dello ying e dello yang è inscrivibile in un pensiero razionale e coeso, ed è estremamente semplice accettarsi quanto uccidersi per il SE' presente, dove può proseguire la ricerca della felicità? Ma se la felicità è implicita nell'opportunita di vivere questo turbine cosmico, come è possibile epurarsi da questo malessere? October 27 Italia BellaLo scenario è sorprendentemente ironico. Da una parte c'è un governo con la sua maggioranza schiacciante che di punto in bianco considerato il sopraggiungere di circostanze favorevoli ritiene di poter predisporre la privatizzazione dell'istruzione col la classica strategia economica: Tagli ai finanziamenti - rischio tracollo finanziario - ingresso di banche ed istituti di credito nei CDA delle università che giunge alla pressione sui diversi Senati Accademici affinchè le Università diventino fondazioni private. L'università da Ente Culturale diviene Prodotto Culturale. Niente più Bilanci in rosso ma Produttività e profitti. Maggiori investimenti vuol dire anche una ricerca più mirata e dettagliata, vuol dire aumento dei posti di lavoro almeno potenziale, vuol dire responsabilizzazione degli studenti che dovendo sborsare tra i diecimila ed i ventimila euro l'anno inizieranno a considerare l'università come una vera professione. In altri luoghi del mondo hanno inventato un principio meraviglioso: tu paghi il singolo insegnamento, segui i corsi con il classico esame finale e prove di verifica intercorso. Ma se non passi l'esame lo devi ripagare. Meraviglioso! Soprattutto è un ottimo criterio pedagogico. Perché l'assuefazione da consumismo e le distrazioni di massa hanno ridotto la cultura, hanno depotenziato la personalità dei singoli. Un tempo la responsabilità era un criterio di selezione in fatto di lavoro e successo. Ora culturalmente vogliono renderlo un criterio di selezione pure per l'accesso culturale. Ma se per acculturarti responsabilmente hai bisogno di una barca di soldi, senza contare la chimera delle borse di studio, molto utili in paesi finanziariamente più evoluti, ne consegue che la maggioranza delle persone in Italia, non solo non avranno la possibilità per acculturarsi responsabilmente, ma non potranno proprio acculturarsi. Un evento meraviglioso ha colto la mia attenzione ultimamente. La chiusura dei singoli corsi di laurea pone delle basi incrollabili per una settorializzazione culturale, mentre la compresenza e la condivisione di aule tra corsi di laurea diversificati, favorisce un iteressamento ed una compenetrazione tra percorsi di studio differenti perché dà maggiori possibilità ed occasioni di confronto tra personalità e tipologie differenti. Questo vento di meschina privatizzazione che soffia in questo periodo, riducendo il numero di occasioni di interscambio, riducendo corpi insegnanti dottorandi e studenti non fa che costituire un ennesimo colpo alla già precaria situazione culturale delle nostre democrazie in via di sviluppo. Sviluppo. Magari democrazie del sottosviluppo. Perché solo sottosviluppata si può chiamare quella democrazia in cui gli attori sociali sono così meravigliosamente legati al proprio ego da non porsi minimamente il problema del vento di cambiamento reazionario. Capisco che un approccio critico alla realtà non è poi un talento molto diffuso. E' sottosviluppata quella democrazia in cui gli attori sociali non sono mossi neanche da curiosità in riguardo alle riforme strutturali che riguardano se stessi ancor prima della loro prole. Queste sono le condizioni che il governo attendeva. Che gli studenti facessero passare sotto silenzio una riforma del genere. Perché a questo punto non so quanto il governo possa interessarsi al riempimento delle piazze finché non percepisce il pericolo del crollo del loro consenso o una qualche pressione economica. La scuola, l'università e la ricerca dovrebbe poter coinvolgere l'intera popolazione, perché è l'intero sistema educativo a contribuire alla formazione dei valori sociali e civili ed alla loro diffusione. E' il sistema educativo a imprimere un'idea di stato. Ma dello stato oggi si sa solo che ruba, che persegue i suoi interessi e che gestisce la società con sguardo di talpa. Dall'altra parte della barricata si percepisce uno stato innovativo, gestito come un'impresa da un uomo che ha costruito con le sue sole forze il suo impero. Il vero sogno italiano. Intanto il superenalotto da centomilioni di euro è stato portato a casa e la televisione, pur ripetendo con ossessione programmi tra loro simili, tiene ugualmente compagnia per i più nelle serate di inconscia e malinconica depressione. That's right! That's Italy! October 23 Ma certo perché il sor Berlusconi se l'è pensata astuta - II parteDa Repubblica.it (home page): "Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito,
travisano la realta". Passa solo un giorno e Silvio Berlusconi innesta
la retromarcia. Dopo che ieri aveva relegato la protesta che da giorni
infiamma la scuola e l'università ad un problema di ordine pubblico,
parlando di "intervento della polizia per stroncare le occupazioni",
oggi, davanti all'ondata di polemiche sollevate dalle sue parole, il
premier fa retromarcia. "Non ho mai detto che servisse mandare la
polizia nelle scuole, i titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono
lontani dalla realtà" Ovvio no? Da quando infatti le forze di Ordine Pubblico coincidono con Polizia e Carabinieri? Senz'altro avrà detto al Maroni di mandare tanti piccoli Claderoli con tanto di cravatta smeraldo in tutte le scuole e le università che si permetteranno di dissentire a tirare le orecchie ai fanciulli. Attenzione a non cadere nel trabocchetto. Solo perché faccia un passo indietro non vuol dire che non voglia ancora controllare il grado di dominio storico che ha raggiunto. Ma certo perché il sor Berlusconi se l'è pensata astuta.Pensiamo all'evoluzione culturale italiana dell'ultimo ventennio. Non ho la pretesa di descrivere le radici culturali di partenza del nostro male, ma oggi, vuoi per strategie psico-paranoiche dettate dai signori della guerra, vuoi per normali esigenze dell'animo umano relative all'adattamento ai contesti attuali, la comunità si è ritrovata sanza una solida spina dorsale. Osserviamo i nostri giochi di potere, senza sperare di poter mettere bocca, esigiamo diritti egocentrici senza minimamente considerare quei diritti fondamentali, e questa dimenticanza è diventata un'abitudine etnica, l'estremo oppiaceo sulla storia. Ed è questo carattere sociologico che viene sottoposto all'estremo test dai più alti vertici, addirittura politici. Con il suo solito sguardo arrogante ha sfidato noi studenti, ha sfidato gli insegnanti e le categorie tutte relative all'indotto dell'istruzione, ben sapendo che non saremmo intervenuti. Il suo ghigno perfettamente descriveva quale idea possa avere di noi rinunciatari, ultima forza di difesa dell'utopia di stato. Possiamo mai dargli questa soddisfazione? Possiamo mai verificare una ricerca di mercato? October 05 ihih quant'è bellel'Beati sono i santi, i cavalieri e i fanti;
beati i vivi, i morti ma soprattutto i risorti Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano Beati i potenti e i re e beato chi è sovrano Beati i bulli di quartiere perché non sanno ciò che fanno Ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta Ma più beata ancora è la guerra quando è santa Beati i bambini che sorridono alla mamma, Beati gli stranieri ed i soufflé di panna Beati sono i frati, beate anche le suore Beati i premiati con le medaglie d'oro Beati i professori, beati gli arrivisti , I nobili e i padroni specie se comunisti Beata la frontiera beata la finanza Beata è la fiera ad ogni circostanza Beata la mia prima donna che mi ha preso ancora vergine Beato il sesso libero si ma entro un certo margine Beati i sottosegretari i sottufficiali Beati i sottaceti che ti preparano al cenone Beati i critici e gli esegeti di questa mia canzone lebeatitudini.rinogaetano September 24 odissea notturnaDi notte figuro proprio qui ai miei piedi un mare che sfiora l'orlo della terrazza illuminato appena dalle lanterne dei monti appannati: frascati, grottaferrata e rocca di papa che sovrasta l'enorme oceano che ci divide. Lì in fondo due piattaforme petrolifere rompono l'eccessiva continuità di questo oscuro azzurro, che calmo e caldo tratteggia e insieme allieva l'estenuante e promettente attesa. Potrà mai esaudirsi un sogno di lucine cadenti che graffiano il cielo mentre annunciano il tuo arrivo danzando tra spezie e caffè al suono di un grido orientale. Affila le tue lame e graffia le mie barriere, irrompi nella mia infantile solitudine di queste infinite notti e svela questo futuro arricchito di antichi alfabeti. Conducimi nella culla del mondo e della fede, mostrami, figlia, la via, e rendimi padre di una nuova speranza! Lasciami ardere al bagliore acceso dei tuoi occhi e con tocco sublime disseta la mia sete con un tuo bacio. Voglio il tuo universo e semplicemente cadere tra le tue braccia, svenire sulle tue anche prima che il sole sveli le nostre illusioni. Parole vuote attendono linfa e irrompono il pudore silenzioso dei nostri sguardi mentre la musicalità di un indifferente autunno lascerà ardere i nostri cuori prima di dirci addio. Ancora un rigido inverno proverà il nostro coraggio mentre troveremo riparo nel focolare sfuggente dei nostri baci furtivi. Ancora un rigido inverno proverà il nostro coraggio avendo il solo ricordo di una profumata e deliziosa luna come guida e maestra. Parole vuote attraversano il mare nella speranza di sentirti vicina. September 21 tentativi invertebratiPensieri di morte e di vita, ballata esterna alla giustizia comprensibile, per chi da valore all'esistenza creando valori. La religione che professa i suddetti e dio che punisce i giusti, antiche leggende, presenti continui nel turbine di disperazione indiretta che mi fa luccicare gli occhi. Vivere per resposabilità ed abnegazione, vivere per un desiderio al di fuori della propria usura, col male che erode, acido divino sintetizzato con esempio e vendetta. I vivi piangono i giusti ancora un istante. I morti rasserenati da giubilo della liberazione insegnano ed aiutano a sopravvivere. Leggi ormai scritte su labbra delicate. Leggi incise nella carne mutilata dei miei genitali. Leggi acquisibili con dedizione, respirando ancora ed ancora dentro aria rancida e sublime. silenzio. il linguaggio si oscura nella desolazione.. August 29 eclissiUn'eclissi furente si adagia con la ragione ed in tenebre tutto traspone e rinnova, usurante è l'attesa, come un acido consuma tendini e carne quando un ostinato spirito si prende cura di te. Parto dei miei pensieri, secondogenita scoperta dietro istanti innovativi, lanciata contro lo spettro normalizzante di una vita inautentica. Distolgo lo sguardo dai propositi, come dalla cura di un eterno trovarsi e perdersi con duttilità, mentre il buio cala ancora una volta, estremo saluto che infine sopraggiunge col mio risveglio. Il sole, ormai immateriale speranza torna a risplendere, ora che vivo nuove scoperte, ora che l'esclusività tua propria è riassorbita nel mondo, recitata da così tante movenze, portata in scena dal medesimo frutto che ci separa. July 14 esorcismi visceraliQuando il passato ritorna con i suoi echi di incompletezza e fa traballare traguardi, o semplicemente ne impone di nuovi, irrealizzabili, utopici, perché guardi indietro con questa malinconia? Come se non fosse una tua scelta il disprezzo e l'odio, l'indifferenza d'aver perduto spiriti evanescenti. Non puoi mai esprimere in una funzione i tuoi sentimenti, puoi dimostrare un attaccamento inaspettato, imprevisto e insieme gettarti con ipocrisia in riscoperte insensate, mai presenti, mai future, come se il futuro potesse davvero esser costruito insieme. E ti cerco mia cara anima perduta in ogni sguardo che mi circonda, dietro ogni velo che scopro con dolcezza, mi aspetto di trovarti più bella e più adulta, scartando attimi di carta e pagine bianche con righe spezzate. Poi in un attimo appari con quell’allegria di sempre, e ti proponi così in ogni forma, in ogni contenitore in cui risiedi, e fai nascere questa malinconia latente, mai sopita, sempre fondante una nuova ricerca. Tornai a valle quel giorno stringendo così tante nuove mani e mi perdevo in occhi immacolati riempiendo di parole l’abisso acceso del mio divenire. Mi sei mancata e mi manchi dolce anima, mi sembra ieri che ti accoccolavi dolcemente tra le mie braccia, quando ero troppo stupido per amarti, e troppo orgoglioso per augurarti buon viaggio. Mi sembra ieri che ridevamo insieme dei nostri tramonti e dei nostri sogni, mi sembra ieri che non riuscivo a procurarti piacere, mentre bambina violentavi te stessa per il solo mio bene. Ritrovo me stesso nel multiforme ardente, nell’infinitesimo nulla e nell’abisso immenso. Perché possiedo me incompleto. La mano scorre quest’oggi molto delicata sulle mie cicatrici, annunciando al buio della desolazione il mio tormento più oscuro, quel grido che mi imponevo di trattenere da anni, esorcizzato, fuoriuscito in un attimo di libertà, prima di trovarti ancora ed ancora in tanti sorrisi. Il sangue filtra e nasconde dentro di me, ma intanto il concetto si incide profondo, ed ogni mia molecola col tempo lo trascina verso l’oggettività. So che in fondo non mi bastano anni per vederti andar via con indifferenza, perché sono legato a quella parte di me che negli anni ho scoperto in te. Sono legato a quel quid che mi cambiò la vita una tiepida sera di settembre. Quanto è dura trattenere dentro di sé i propri sentimenti. Quanto è dura filtrare tutto il dolore. Quanto è dura amarsi e perdersi con indifferenza. Quanto risuona con impeto, il progetto di applicare a te una struttura con cui ferisco ed abbandono gli altri. Perché non voglio mai violentarmi e fare, dire o pensare, solo ciò che liberamente voglio. Ma avviene l’inaspettato, ora che
l’allegria colora le pareti deserte ed il vecchio capisce ed insegna a se
stesso come rincorrere l’unicorno verso il tramonto.
Infatti è bello far quattro chiacchiere ogni tanto proprio con quel mostro. July 12 psicotermia somatimpulsivaE ti vengo a cercare anche solo per vederti o parlare perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza. Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te. Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri non accontentarmi di piccole gioie quotidiane fare come un eremita che rinuncia a sé. E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare perché mi piace ciò che pensi e che dici perché in te vedo le mie radici. Questo secolo oramai alla fine saturo di parassiti senza dignità mi spinge solo ad essere migliore con più volontà. Emanciparmi dall'incubo delle passioni cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male essere un'immagine divina di questa realtà. E ti vengo a cercare perché sto bene con te perché ho bisogno della tua presenza etivengoacercare.battiato July 09 Silenzio assensoNote francesi in linguaggi musicali sgargianti, dolce delirio della coscienza ormai da tempo sveglia, e menefreghista nei confronti della noia, delle indecenze quotidiane, deglia anfratti nascosti di anime variopinte che pensano, forse, senza farsi notare. Son trascorsi giorni strani, infiniti, pieni di fatiche e stupori, giornate piene di coriandoli e silenzi, com ein una biblioteca dove gli unici rumori sono delle pagine sfogliate. Quante pagine intanto continuano ad accumularsi nel mio passato, quaderni appena spizzicati, alcuni letti fino alla nausea, altri gettati nel dimenticatoio, senza una ragione particolare, senza un vero movente, o un minimo attacamento. Non rimpiango ciò che ho fatto, sia chiaro, la cosa che mi spaventa è che lo farei ancora, forse con maggiore durezza addirittura, rispetto a prima. Perché i limbi snervano. Agghiacciano e vincolano. Insieme creano inceppi ed inibizioni. Perché la miglior cura per l'apertura dei libri, è leggerli in continuazione, gettarsi in essi scoprendo a poco a poco una curiosità crescente. Al limite se proprio annoiano vanno a riempire mercatini dell'usato e soffitte. Quanti di voi vorrebbero ricomprare un libro che hanno appena venduto al mercato? Il triste problema della società che siamo soliti criticare, e di cui, ripeto, facciamo parte tutti quanti, è che le parole ormai sono utilizzate con un significato semplicistico. Ma forse è un problema mio. Nel senso...sarà che la mia formazione mi porta sempre a pensare alle molte dimensioni concettuali che ogni parola implica ma mi lascia davvero insoddisfatto constatare che invece la gran parte delle persone usi il mio stesso linguaggio con leggerezza, come se le parole non avessero un proprio significato. Ed intanto vago per la camera, questi pensieri mi agghiacciano. esco e mi getto nel corridoio, dove trovo una carissima amica di infanzia nuda davanti a me. E' quasi una sorella e provo un osceno e normale pudore nel vederla così, e la scaccio. Ecco, dire che per me è quasi una sorella, implica moltissimi concetti, soprattutto che mi da fastidio pensare ad una qualsiasi pulsione sessuale nei suoi riguardi. E poi quel sogno. Mi sveglio di notte, leggermente impaurito da un rumore che non riesco a decodificare. Provo a chiedere che succede. Ma dalla mia bocca non escono suoni. Provo a gridare aiuto. Ancora nulla. Le mie corde vocali non producono suoni. Mi agito e mi spavento sempre di più sentendo il rumore che a poco a poco si avvicina. Grido sempre più forte, mi sforzo, grido ancora. Ma invano. Ogni tentativo si infrange col mio corpo che non risponde. Grido ancora e solo un flebile rumorino strozzato esce dalla mia bocca. Arriveranno balene a salvarmi? July 02 wowGIornata di speranza. Questo mi chiedevi padre, sei arrivato ad urlarlo, guardandomi dritto negli occhi e lo facevi solo per me. Una dolorossissima sfida, ma ho capito. Dando retta solo a me stesso, scavando in me con una rapidità disarmante, ho capito, costruito e vinto. Ho trovato la speranza per me, cogliendo gl'influssi più disparati, ho messo da parte ogni mattone, perché l'oggi non è solo un picco ma una conferma dei progressi e delle scoperte, e niente poteva evidenziarla meglio questa conferma. E se ad oggi è ciò che di più bello posso avere col mio sudore, ben venga, perchè mi disseta e mi completa. Per oggi è tutto vecchio. Questa invece è una canzone di speranza. Labirinto.estatutodosamba. Passa o tempo só não passa essa dor Cada vez te quero mais Me abraça e esqueça que a gente brigou Faz amor comigo faz Que saudade do teu corpo sedutor No meu corpo a navegar Dá pra ver que a paixão não acabou está escrito em seu olhar Ainda sinto o calor do seu prazer que a vida me ofertou pra amar você É um labirinto querer sem te tocar viver sem te falar amo você June 30 che dire
Maledetti voi, Signori del Potere, che movete la vita di persone coi vostri fili da burattini Maledetti voi e i vostri ideali che destinate a sorte incerta noi poveri mortali; e Maledetti poi per aver ucciso la mia vita di bambino che non aspettava altro, oh Signori miei, che parole come “ a non più rivederci, addio, a mai…” Maledetti voi e Maledetti noi …
maledettivoi.lucamoro (giusto una piccola presentazione. Dal libro "Piazza delle cinque lune, poi colonna sonora del film tratto dal libro. il nipotino di aldo mor, ormai attivista e uomo vissuto, ci ha lasciato questo piccolo gioiellino.) June 28 Assalti frontaliQuesto brano non ha bisogno di commenti... Grido di battaglia di chi ha più barba di me, più bianca della mia. "il prezzo dell'assenza spinge giù giù in profondità quando una cosa manca brucia e la battaglia inizia di più sempre di più sempre di più sempre più tradito sempre più sconfitto da giù ne esci cambiato a un altro modo poi poi voi sporchi parlerete a perdifiato ma ora che la terra sotto i piedi ti crolla capisci perchè un uomo si ribella e insulta notte di luna stanotte questo canto illumina la musica è un attacco frontale la calma ha un'assurda sorda forma irreale sola invece della furia zero sarò nato male vale falso o vero qual'è il mio futuro lo vedo strano chiaro ho dato e poi dato e poi ricevuto di mano in mano ridato la cosa si fa pericolosa e allora e allora corri a cercarti non sicuro e poi di nuovo daccapo dai e poi dai e non ricevi e di mano in mano ridai oggi faccio a modo mio metti in conto questo risultato zero dimmi quanto può cambiare il corso delle cose un uomo forse poco tanto ad ogni modo sempre ho cercato una vita degna d'essere al mondo.e oggi voglio un grande giorno.E'eeee assurdo camminare con il loro sudiciume addosso scivola addesso un mondo in bianco e nero mi costringe a fare un poò di conti a lavorare su me stesso e parlare è solo un passo ma ora quello che conta è solo quello che conta è solo quello che fai quello che dai sicuro si lotta lottando un confine passa fin dentro il cuore e brucia e la battaglia inizia a ognuno la sua parte dall'altre parte loro i fedeli fedeli a chi?guai a quel popolo che fa dei suoi giudici eroi e si affida a chi confonde giudizio e giustizia e si fida di chi nasconde inganno con l'inganno e si regge su chi compra e legge va dove ti porta il cuore e crede a psicologi e santoni e psichiatri e maghi all'ossessione del problema ad ogni costo all'ammasso tutti vuoti alla vita dibattito allo scopare tavola rotonda e discute sul più nulla mondi senza guerre buchi nell'ozono buchi del culo madonne che piangono santi che pisciano preti che ridono sinistra e destra fascismo e comunismo occulto ed esoterico marx e lenin un popolo filisteo ipocrita e odioso intriso di conformismo e moralismo vischiosi che convive col costante ricatto dei sentimenti romantico e buffone miserabile e dogmatico mi sorprendo freddo questa volta ho voglia di rivolta e non mi importa se è il volo di un sogno o un sogno di volare se solo questa notte durasse in eterno se solo questa notte durasse in eterno se solo questa notte duras." - ASSALTI FRONTALI -(barbonemaledetto) June 27 lancette.Veleno sgorga dalle mie parole burro ormai rancido marcito al sole vi avveleno stomaci ed intestini perchè la mia indolenza continua senza fine ostinato combatto e perisco ogni ora con questi vuoti oracoli lanciate solo ipocrisie pungenti, guardate nella storia ciò che più vi manca ed istituite feste anziché racconti il mio nero umore è stanco di questo falso onore usato ad indorar cancelli piuttosto che universali altari. Lì dove idea tramonta l'esequie di dio è ormai incisa, non più uomo nè donna alcuna, ma solo vuota e breve vita. June 23 Provocazioni.Provocazioni ironico-psichedeliche. Provocazioni contro la noia. Provocazioni dell'ultima'ora. Provocazioni cognitive. Provocazioni fastidiose. Silenzi, silenzi silenzi. La gente si prende troppo seriamente. Anch'io. La gente estremizza i propri sentimenti rendendoli esclusivi. Anch'io. La gente ha paura di apparire debole, di mostrare le proprie contraddizioni autoevidenti, di evidenziare con doppio tratto di penna le proprie insensatezze, le proprie lacune, le proprie nefandezze. Anch'io. La gente si diverte un mondo tra bevute, localini caratteristici ed aneddoti dirompenti. Anch'io. La gente guarda il mare riempiendosi di domande. Attendono risposte sussurrate dalle onde. Poi si scocciano di aspettare e puntano il bar più vicino. Ogni tanto, purtroppo vado di rado al mare. La gente si scioglie in un fremito inintellegibile guardando un tramonto. Anch'io. La gente scopa, tromba, balla e riscopa, con sentimento, senza, con abnegazione, pensando magari alla nonnina malata, cingendosi di maschere in pelle, o vestita in maniera elegante, in letti cunicoli, macchine bagni pubblici e privati, aerei, treni, piscine, lavatrici. Ne ho qualche ricordo. La gente pronuncia addii pentendosi mille volte, oppure ritorna in punta dei piedi sbracciandosi, fa capolino, rinnega, rintraccia, racconta. La gente svolge la sua immediatezza d'esserci, si responsabilizza, ringiovanisce ed invecchia. Spara e si spara.La gente rulla, beve, s'incazza, starnutisce, rimbalza, si punge, si espande, corrompe elegge, monopolizza ed accresce, involve, abbraccia bacia. Sferza, percuote fuma, taglia, ascolta, ride ed osserva. La gente muore, partorisce e risorge. Io mi volgo verso di loro, cammino con loro ed insieme a loro corro e mi fermo. Non sono più esausto, non sopravvivo ed esploro un'anima assente, dormiente sonnambulae godo d'esser ancora una volta riuscito a capire. Sostantivo derivante dal verbo Pro-voco, chiamo per, imprimo per, stimolo per riempire silenzi che la presunta ineffabilità della privatezza del sè mi presenta ogni giorno. Odio che mi sia preclusa una conoscenza. Perchè mai dovrebbe accadere? Attorno a me ancora silenzio. June 09 suggestioni sinteticheL'accusa più importante che mi abbiano mai mosso fu quella di essere in grado di manipolare le menti. mi sono sentito quasi ferito quando avvenne, tanti anni fa, ma da una persona con poco carattere, minchia l'amavo davvero, non potevo aspettarmi altro. Dopotutto chi ha almeno una remota fiducia in se stesso sa che le parole che gli giungono alle orecchie sono più che altro consigli, avvertimenti. Ho nella testa una voce tonante che risuona: "posso pensare mai che mio figlio a venticinque anni non abbia le palle?" Oppure quando una donna orientale mi sussurrava che c'avrei messo anni a superare l'impatto di riccioli d'oro, o la nuova, detta incredibilemnte da una grande donna, che le donne so tutte puttane, almeno a vent'anni, per fortuna ci sono strabilianti eccezioni, almeno spero. Poi c'è chi fa capolino ogni tanto con battute fugaci, o con insegnamenti perentori. Chi ti entra dentro nell'anima, senza neanche chiedere il permesso ed indirizza ogni pensiero nel cosmico caos che può avere una persona a vent'anni. Una persona con ingegno e tatto sa che le persone che la circondano sono lì per il proprio bene, e possono fare decine di migliaia di errori, consigliare male, ed educare ancor peggio. Ma la cosa più importante che ho imparato da mia madre è che solo attraverso il confronto si cresce. Può essere acre, ma quando i due interlocutori ascoltano oltre che gridare così tanto da far tremare i vetri, la crescita è assicurata, e sublime. Già il sublime quest'ultimo strabiliante miraggio che ho inseguito così a lungo, riscoperto in voci gentili e voli stupefacenti, quando l'alba ed il tramonto si fondono in un unico tepore riflesso da ricci capelli. La vita non può essere attesa, nè dimenticanza, nè iperattività, ma convoglio di energie e singoli attimi verso l'assoluto. Chi riesce a scalar montagne da solo è un eroe, chi condivide la scalata ama. Io sono quello che sale dritto come uno stambecco, guarda giù ogni tanto a controllare se gli amici hanno bisogno, neanche tanto. Fino ad oggi son caduto spesso, e delle pazienti e sapienti mani hanno saputo raccogliermi, trattenermi a loro stretto, hanno asciugato le mie lacrime, assecondando le mie follie, fino allo svenimento. Poi l'enorme e cruda realtà, se siamo essenzialmente soli nell'universo, ed il mondo è ricco di arrivisti egotisti, rifugiati in se stessi perché non trovano forza e coraggio per lanciarsi negli altri a braccia aperte, ed anche i più rivoluzionari, me compreso, non sono altro che presunti tali, cosa resta? Il pensiero, l'unica soggettività reale non è che soggettivazione oggettiva, già compresente nel mondo che ignoriamo. L'amore che infrange barriere solo nei sogni, come l'amicizia che altalenante riempie senza coprire, motiva senza smuovere, rende liberi ed intanto vincola se stessi a strutture inconciliabili con la libertà. Forse il me vero, quello autentico di sintesi tra conscio sub ed inconscio. Ma anche quello ha incominciato a tritticare abbastanza. resta solo una preghiera: Che il sole ti sorregga e ti aiuti a brillare di luce riflessa che il tuo spirito invecchiando ringiovanisca e che il mare possa cullarti fino al tramonto assecondando i tuoi spettri quanto i tuoi spiriti che li metta a tacere per un attimo per farti afferrare il sublime almeno un secondo prima che il gelo si impossessi delle tue fragili membra e che tuo figlio vada a sbattere in continuazione, ubriaco, contro ignari passanti. Dedico questa canzone di cinico amore disilluso ai miei genitori. June 07 parlando allo specchio
I ain't lookin' to compete with you, Beat or cheat or mistreat you, Simplify you, classify you, Deny, defy or crucify you. All I really want to do Is, baby, be friends with you. No, and I ain't lookin' to fight with you, Frighten you or uptighten you, Drag you down or drain you down, Chain you down or bring you down. All I really want to do Is, baby, be friends with you. I ain't lookin' to block you up Shock or knock or lock you up, Analyze you, categorize you, Finalize you or advertise you. All I really want to do Is, baby, be friends with you. I don't want to straight-face you, Race or chase you, track or trace you, Or disgrace you or displace you, Or define you or confine you. All I really want to do Is, baby, be friends with you. I don't want to meet your kin, Make you spin or do you in, Or select you or dissect you, Or inspect you or reject you. All I really want to do Is, baby, be friends with you. I don't want to fake you out, Take or shake or forsake you out, I ain't lookin' for you to feel like me, See like me or be like me. All I really want to do Is, baby, be friends with you. allireallywanttodo.dylan May 30 epilogo preventivoNon basta aver pazienza o fede a costruire universi siam buoni tutti se poi scopri un'adolescenza indomita che radica e ramifica coi suoi passati vizi. Non basata cercar parole che non vengono per crear legami che non senti, puoi solo espander l'emozione chissà un giorno ne raccoglierai i frutti, ma i nostri giovani rampanti adorano sbagliate forme e falsi idoli ufficiali invece di scoprire il certo che progredisce in ogni isatante. E' giunto il tempo di colpire forte: mio maestro l'immersione nella mente altrui mi disgusta e mi spaventa, posso perdermi copiando, dove va la mia coscienza? L'esse fluisce ed accumula ma non si perde: aggiungi automatismi e li controlli tu sei qui ed impari saggiamente, ti cali nella parte con astuzia ma la vita è il palco ed il certo è ciò che senti. Adoratore di categorie e parole d'ordine come un tacchino fuggi prove vere con coraggio chi hai attorno uccidi? Osserva il globale qualche volta con fervore vai avanti affronta con coraggio ciò che manca perchè il resto è solo nebbia. (a me medesimo) |
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